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PostHeaderIcon DECOMPRESSIONE (VALORI "M" e "G") DI GIANCARLO CASALE - PRIMA PARTE

La fase Disciolta


Iniziamo questo viaggio attraverso la scoperta di cosa ci succede quando ci immergiamo e soprattutto quando risaliamo in superficie.
Sappiamo tutti che da quando un Sub si immerge il nostro corpo e' soggetto ad una pressione maggiore di quando respiriamo in condizioni normali nella nostra vita quotidiana.

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PostHeaderIcon PROCESSI FORMATIVI DEL RELITTO IN AMBIENTE MARINO MEDITERRANEO - Bibliografia

Bibliografia

J. ADAMS, A.F.L. VAN HOLK, Th. J. MAARLEVELD, 1990, Dredgers and archaeology: shipfinds from the Slufter, Rotterdam.
A. BARBIERI, G. PURPURA, 1977, Un giacimento archeologico in acque profonde nel Canale di Sicilia, “Sicilia Archeologica”, X, 34, pp. 54-62.
BASCOM, 1976, Deep water- ancient ships, New York.

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PostHeaderIcon PROCESSI FORMATIVI DEL RELITTO IN AMBIENTE MARINO MEDITERRANEO - III parte

3.3 FONDALE ROCCIOSO

Il fondale roccioso si trova prevalentemente sotto costa, fino alla profondità di 30/40 m, e può avere una superficie piatta o anfrattuosa. Poiché qui lo strato sedimentario è assente o comunque in continuo movimento, tale fondo non offre al relitto la possibilità di una copertura e quindi di una protezione (DUMAS 1964, p. 21; 1972, p. 32; NESTEROFF 1972, p. 176) e l'energia del moto ondoso distrugge in breve tempo lo scafo e disperde il carico su una vasta area (DUMAS 1972, p. 32; GIANFROTTA, POMEY 1981, p. 63). Presto, dell'imbarcazione rimangono solo i materiali inorganici che, per altro, generalmente presentano una notevole disorganizzazione spaziale su un'area ben più vasta di quella occupata dalla nave al momento della deposizione.

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PostHeaderIcon PROCESSI FORMATIVI DEL RELITTO IN AMBIENTE MARINO MEDITERRANEO - II parte

2.2 DECOMPOSIZIONE SUL FONDALE

Una volta trovata una posizione stabile sul fondale - solitamente, adagiato sulla chiglia e su una fiancata, all'altezza del ginocchio (Fig. 2) (GIANFROTTA, POMEY 1981, p. 64) - per lo scafo inizia la fase di decadimento meccanico (BROWN, BUMP, MUNCHER 1988, p. 143).
In questo primo momento, fino alla profondità di 40 m (NESTEROFF 1972, p. 176), l'agente fisico maggiormente responsabile delle alterazioni è il moto ondoso. Le sovrastrutture della nave, circondate solo dall'acqua, vengono distrutte. I primi elementi a crollare sono probabilmente gli alberi con le manovre e le vele che offrono un'ampia superficie di resistenza al moto oscillatorio dell'onda. Poiché si conoscono solo le testimonianze di due porzioni di alberi di maestra (15), supponiamo che si verifichi una loro uscita dalle sedi di fissaggio e che essi vaghino liberamente per essere distrutti altrove.

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PostHeaderIcon PROCESSI FORMATIVI DEL RELITTO IN AMBIENTE MARINO MEDITERRANEO - I parte

1. Introduzione

Secondo la definizione di Muckelroy, “il naufragio, comprendente anche l'affondamento e la deposizione sul fondale, rappresenta quell'evento attraverso il quale un assemblaggio di manufatti, ordinato e dinamico, assume una condizione statica e relativamente disorganizzata” (MUCKELROY 1978, pp. 157, 169). Tra questo momento e quello della scoperta, processi naturali e "culturali" possono intervenire e traslocare, modificare, dissolvere manufatti o alterare l'assetto dei sedimenti che li inglobano.
I processi ambientali si dividono in chimici (che non tratteremo in questa sede ma per i quali si rimanda alla letteratura specifica), fisici e biologici. Questi ultimi possono essere dovuti ad agenti floreali o faunistici.

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